Palazzo Falconieri

Numerosi sono i palazzi che si allineano lungo la quinta di via Giulia.La storia della costruzione di palazzo Falconieri e le vicende inerenti i tanti passaggi di proprietà da una famiglia all'altra, ne fanno uno tra i palazzi più importanti della lunga strada. Agli inizi del XVI secolo Attilio Ceci, esponente di spicco della nobile famiglia romana, possedeva un edificio nei pressi della chiesa di S. Maria dell'Orazione e Morte con cui confinava. Nel 1574 il palazzo venne venduto a Paolo e Girolamo Odescalchi, e da questo, agli inizi del Seicento, passò a Mario Farnese.

L'acquisto farnesiano del palazzo rientrava nell'ottica di allargare i confini di quella che veniva già chiamata Cittadella Farnesiana, pel l'alto numero di proprietà che la famiglia, oltre al palazzo, possedeva. Intorno al 1637 venne nuovamente venduto dai Farnese e acquistato da Orazio Falconieri. I Falconieri, come molte altre famiglie poi iscritte alla nobiltà romana, provenivano dalla Toscana, più esattamente da Firenze, dove svolgevano attività di banchieri. Nella città gigliata sono ricordati sin dal XIII secolo e ricoprirono illustri cariche cittadine, con un gonfaloniere, e ben 14 Signori e altri membri del casato furono insigniti del titolo dello Speron d'Oro e del titolo cavalleresco di Malta.

A questa famiglia appartenne la Beata Giuliana Falconieri, fondatrice dell'Ordine delle Mantellate. L'importanza della famiglia in Roma si ebbe con Orazio, grazie al commercio del sale, i cui cospicui proventi servirono ad acquistare il palazzo sulla via Giulia e a ristrutturarlo. Stanziatisi a Roma ebbero tre cardinali e un senatore. In questo casato si estingueranni i Millini, e a loro volta, nel 1865, i Falconieri si estingueranno nei Gabrielli. Dopo l'estinzione della famiglia, il palazzo venne venduto ai Medici del Vascello e da questi all'ungherese Vilmos Fraknoi, canonico di Nagyvàrad e membro dell'Accademia delle Scienze di Budapest. Nuovamente ceduto nel 1928, venne preso dal governo ungherese.



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